Come un sassolino può inaugurare una frana - Alek

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quello che avrei voluto dire…
Il progetto che ho sviluppato quest’anno trova le sue radici in molti viaggi e in molte letture, nasce dal confronto con persone sensibili e colte che hanno avuto la pazienza di guidarmi verso nuove comprensioni.
Quel desiderio di sentirmi libero, di svincolarmi dal campo in cui opero (che scelsi con entusiasmo ed orgoglio), nasce dalla profonda delusione che ho provato per il mondo della moda, ormai troppo effimero per voler ancora raccontare qualcosa, esprimere emozioni, trasmettere esperienze. Parlo certamente della fotografia editoriale di settore.
Il primo dei quadri cui ho lavorato (Stabat Mater) contiene l’essenza di ciò avrei voluto sviluppare, poi evoluto in qualcosa di diverso, di nuovo per me.
… e così nella figura di Maria ho scoperto quella ricorrenza di eventi che viviamo ancora… ho trovato il simbolo, la metafora più conosciuta e fruibile per discutere la Società.
Ho visto nell’annunciazione le numerose informazioni che oggi riceviamo di giovani vite spezzate cruentemente, non più la gioia di nuove nascite. Ho visto nel Magnificat la nobiltà di un gesto umile in un terreno impervio, la fatica che molti uomini affrontano giorno dopo giorno per continuare a vivere, il sacrificio per la vita di un figlio in un mondo bombardato che si riedifica ancora sulle macerie. Nella Natività ho visto la debolezza di un’identità che inevitabilmente scompare, spinta e tirata dalle voci e le pretese della società. Nella Fuga in Egitto, mi sono comparse davanti un' infinità di anime bisognose che scappano dalla guerra e dai soprusi, che affrontano ogni giorno nuovi ostacoli nella lotta per la sopravvivenza. Ma la fuga è ovunque ed è per chiunque che, di fronte ad un mondo che sta crollando, resta legata alla superficialità delle preoccupazioni quotidiane. Inevitabilmente nello Stabat Mater non potevo che vedere le lacrime e la delusione, l’accettazione e la rinuncia. Siamo spettatori di tragedie, siamo vittime e carnefici. In questa incapacità che decanta, veicolo un messaggio di tolleranza. Quante volte attacchiamo il prossimo, quante volte alziamo la voce, quante volte mettiamo regole a cose che di fatto ostacolano la vita anzi che semplificarla, accrescendo quell’insofferenza che genera i conflitti più sciocchi? (facendo da breccia ad una guerra di proporzioni maggiori) Anche le più piccole azioni determino eventi che non possiamo immaginare, più grandi di noi.

Come un sassolino può inaugurare una frana…